Lettura-concerto per voce e violoncello
da Charles Dickens, nella traduzione di Federigo Verdinois (Hoepli, 1888)
Giulio Cavalli, voce · Ivan Merlini, violoncello
nella versione in trio Giada Ghelfi, pianoforte
una produzione Teatro Aquilante


Il primo canto di Natale del libro lo intona un ragazzo davanti alla porta di Scrooge. Scrooge afferra la riga e lo caccia. Da quella porta chiusa comincia la lettura-concerto: la voce di Giulio Cavalli, il violoncello di Ivan Merlini e i canti che l’Inghilterra di Dickens cantava per strada.
Dickens scrisse il Cantico di Natale nel dicembre del 1843 e dieci anni dopo cominciò a leggerlo in pubblico. La prima volta fu il 27 dicembre 1853, al Town Hall di Birmingham, davanti a circa duemila persone: Dickens chiese che in sala ci fossero soprattutto lavoratori. Da allora il libro vive due vite, quella della pagina e quella della voce.
Questa lettura-concerto torna alla seconda. Giulio Cavalli legge il testo nella traduzione che Federigo Verdinois pubblicò da Hoepli nel 1888: una lingua dell’Ottocento, piena di sapore, che conserva la forma musicale voluta da Dickens. Il libro inglese è diviso in “Stave”, strofe, e Verdinois le chiama così: Strofa prima, Strofa seconda, fino alla quinta. Per questo il titolo resta Cantico.
Accanto alla voce, il violoncello di Ivan Merlini attraversa quindici brani: i carols della tradizione inglese, molti nati o rinati negli stessi anni del libro, e la Pastorale del Concerto grosso op. 6 n. 8 di Arcangelo Corelli, che porta scritto in partitura “Fatto per la notte di Natale”. Nella versione in trio entra il pianoforte di Giada Ghelfi.
La musica
La scaletta va dal Natale barocco di Roma al Natale vittoriano di Londra, e oltre. Ogni brano ha un posto preciso nel racconto, e alcuni ritornano come temi dei personaggi.
Il Natale prima di Dickens
La Pastorale di Corelli, stampata ad Amsterdam nel 1714 e suonata a Londra per tutto il Settecento. God Rest Ye Merry, Gentlemen, che Dickens cita nel libro. Adeste fideles nella traduzione inglese di Frederick Oakeley (Londra, 1841). Joy to the World di Isaac Watts. Hark! The Herald Angels Sing, testo di Charles Wesley (1739). O Tannenbaum (1824).
Il Natale degli anni del Cantico
I carols che John Mason Neale tradusse e scrisse tra il 1851 e il 1853 (Good King Wenceslas, Good Christian Men, Rejoice, O Come, O Come, Emmanuel), Hark! con la musica di Mendelssohn, What Child Is This? sulla melodia elisabettiana di Greensleeves, The Holly and the Ivy dai fogli volanti, Here We Come A-Wassailing dei canti di porta in porta.
Il Natale che ne discende
In the Bleak Midwinter, la poesia che Christina Rossetti intitolò “A Christmas Carol” (1872) sulla musica di Gustav Holst; i due carols americani We Three Kings (1857) e O Little Town of Bethlehem (1868).
La musica dentro il racconto
Il ragazzo alla porta
God Rest Ye Merry, Gentlemen è il canto che Dickens mette in bocca al ragazzo cacciato da Scrooge. In scena il violoncello lo attacca e la voce lo tronca, come fa Scrooge. Torna nella Strofa seconda, rallentato, quando Scrooge confessa il suo primo rimorso: «Vorrei avergli dato qualche cosa, ecco».
L’arietta di Fanny
Nella Strofa terza la nipote di Scrooge suona all’arpa «un’arietta semplicissima» che era familiare alla sorellina di Scrooge, e a quel suono Scrooge “via via si sentì rammollire”. La musica che accompagna Fanny nella Strofa seconda ritorna lì, uguale e spoglia.
La canzone di Tiny Tim
Dickens scrive che Tiny Tim canta “una canzone a proposito di un ragazzo smarrito nella neve”. In scena è O Little Town of Bethlehem, il carol che Phillips Brooks scrisse per i bambini della sua scuola domenicale, e torna a frammenti nella casa dei Cratchit della Strofa quarta.
Per chi
- Comuni e biblioteche, per il cartellone di Natale: un titolo che tutti conoscono, nella forma in cui Dickens lo portava al pubblico.
- Sale della comunità, oratori e parrocchie (nella sala parrocchiale; per la chiesa vedi la versione “concerto spirituale”).
- Scuole superiori, in particolare licei linguistici e classici: Dickens, i carols in inglese, la storia del libro.
- Residenze per anziani, associazioni, club service e aziende per la serata degli auguri.
Formati
- Duo: voce e violoncello: entra in una biblioteca, in una sala consiliare, in un auditorium, in una villa storica.
- Trio: voce, violoncello e pianoforte: per teatri e sale con pianoforte (acustico accordato o digitale a 88 tasti pesati, da concordare).
- Concerto spirituale: per le chiese: programma di sola musica sacra e religiosa con pagine scelte del Cantico, ingresso libero e gratuito, come chiedono le norme della Congregazione per il Culto Divino (1987). La domanda all’Ordinario diocesano va presentata con anticipo (alcune diocesi chiedono 30 giorni): la compagnia fornisce programma e testi per la richiesta.
Scheda tecnica
- Spazio scenico anche minimo; realizzabile in spazi non attrezzati.
- Dotazione richiesta all’ente: impianto voce. Nelle sale piccole la lettura può essere acustica.
- Per la versione in trio: pianoforte in sede, oppure da concordare.
- La compagnia può integrare la dotazione con un service audio e luci quotato a parte.
- Le indicazioni tecniche di dettaglio si concordano con la produzione per ogni sala.
Durata circa 70 minuti. Disponibile dal 29 novembre 2026 al 6 gennaio 2027. Scarica la scheda dello spettacolo qui. Per portare Cantico di Natale nella tua città: produzione@teatroaquilante.it
Prossime date
Il calendario di Cantico di Natale è aperto: la prossima data può essere nella tua città.
Porta lo spettacolo nella tua città Scarica la scheda artistica (PDF)
Disponibile anche per le scuole, in versione dedicata.
Informazioni e disponibilità: produzione@teatroaquilante.it
